TalkCard : Comunicare senza parole
TalkCard è nato prima nella mia vita e solo dopo è diventato un progetto.
Sono la mamma di una ragazza autistica e so cosa significa vedere tua figlia avere qualcosa da dire, ma non riuscire sempre a trovare le parole per farlo. A volte non è che non voglia parlare. Semplicemente, in quel momento, parlare è troppo difficile.
Da lì ho cominciato a pensare a qualcosa di semplice: se le parole non arrivano, perché non darle un altro modo per comunicare?
È così che è iniziato TalkCard.
All'inizio pensavo soprattutto a delle carte che permettessero di dire cose molto concrete: “ho bisogno di una pausa”, “c'è troppo rumore”, “non ho capito”, “non mi toccare”, “ho bisogno di aiuto”. Frasi semplici, ma che nel momento giusto possono fare una grande differenza.
Poi il progetto è cresciuto. Sono arrivati anche materiali digitali, storie sociali e routine visive, sempre con la stessa idea alla base: aiutare bambini e ragazzi a capire, esprimersi e farsi capire un po' più facilmente.
Non ho creato TalkCard pensando a un prodotto da vendere. L'ho creato partendo da qualcosa che conosco nella vita vera. Ed è proprio questo che voglio mantenere in ogni cosa che realizzo: strumenti semplici, concreti e pensati per situazioni che succedono davvero.