TalkCard: Kommunizieren ohne Worte
TalkCard : Comunicare senza parole
TalkCard entstand zunächst in meinem Leben und wurde erst später zu einem Projekt.
Ich bin die Mutter einer autistischen Tochter und weiß, wie es ist, wenn die Tochter etwas sagen möchte, aber nicht immer die richtigen Worte findet. Manchmal will sie nicht sprechen, sondern es fällt ihr in diesem Moment einfach zu schwer.
Von da an kam mir ein einfacher Gedanke: Wenn Worte nicht fruchten, warum sollte man ihr nicht eine andere Möglichkeit zur Kommunikation geben?
So begann TalkCard.
Zuerst dachte ich vor allem an Karten, mit denen ich ganz konkrete Dinge sagen konnte: „Ich brauche eine Pause“, „Es ist zu laut“, „Ich verstehe das nicht“, „Fass mich nicht an“, „Ich brauche Hilfe“. Einfache Sätze, die aber im richtigen Moment einen großen Unterschied machen können.
Dann wuchs das Projekt. Digitale Materialien, soziale Geschichten und visuelle Routinen kamen hinzu, immer mit der gleichen Grundidee: Kindern und Jugendlichen zu helfen, sich besser zu verstehen, auszudrücken und verstanden zu werden.
Ich habe TalkCard nicht mit einem bestimmten Produkt im Sinn entwickelt. Es basiert auf Erfahrungen aus dem echten Leben. Und genau das möchte ich bei all meinen Projekten beibehalten: einfache, konkrete Werkzeuge für den Alltag.
TalkCard è nato prima nella mia vita e solo dopo è diventato un progetto.
Sono la mamma di una ragazza autistica e so cosa significa vedere tua figlia avere qualcosa da dire, ma non riuscire sempre a trovare le parole per farlo. A volte non è che non voglia parlare. Semplicemente, in quel momento, parlare è troppo difficile.
Da lì ho cominciato a pensare a qualcosa di semplice: se le parole non arrivano, perché non darle un altro modo per comunicare?
È così che è iniziato TalkCard.
All'inizio pensavo soprattutto a delle carte che permettessero di dire cose molto concrete: “ho bisogno di una pausa”, “c'è troppo rumore”, “non ho capito”, “non mi toccare”, “ho bisogno di aiuto”. Frasi semplici, ma che nel momento giusto possono fare una grande differenza.
Poi il progetto è cresciuto. Sono arrivati anche materiali digitali, storie sociali e routine visive, sempre con la stessa idea alla base: aiutare bambini e ragazzi a capire, esprimersi e farsi capire un po' più facilmente.
Non ho creato TalkCard pensando a un prodotto da vendere. L'ho creato partendo da qualcosa che conosco nella vita vera. Ed è proprio questo che voglio mantenere in ogni cosa che realizzo: strumenti semplici, concreti e pensati per situazioni che succedono davvero.