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Maskenball - Un ballo in maschera / Monna Lisa, fotografia digitale, stampa su carta fotografica satinata, 20cmx30cm, tiratura 1/5.

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Description

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Monna Lisa dal progetto fotografico Maskenball - Un ballo in maschera
Fotografia digitale,
Stampa su carta fotografica satinata,
Formato 20cmx30cm,
Tiratura 1/5
Certificato di garanzia

(Disponibile anche nei formati: 50cmx70cm €200,00 e 70cmx100cm €400,00)



All rights reserved © Amaranta Diamante, Enzo Schmidt Un progetto fotografico di Amaranta Diamante © in collaborazione con Kaplan’s Project e Villa Lucy

AVANCER MASQUÉ ET ENTRER DANS LA DANSE OU RESTER À L'ÉCART POUR MIEUX VOIR ?
ADVANCING MASKED AND JOINING THE DANCE OR STAYING ASIDE TO BETTER OBSERVE ?
FARSI AVANTI CON UNA MASCHERA ED ENTRARE IN PISTA OPPURE STARSENE IN DISPARTE PER VEDERE MEGLIO ?
With the friendly contribution of Villa Lucy, Aumühle. More information on request.

L’antefatto
Era il novembre del 2011, quando Nathalie de Saint-Phalle organizzò l’ultima delle sue collettive di arte contemporanea a Palazzo Marigliano, a Napoli. Come negli anni precedenti, la mostra ebbe luogo negli spazi dell’appartamento privato di Robert Kaplan, e questo grazie all’edonistica magnanimità del collezionista. Quell’atipico appartamento, un luogo di impressionante bellezza, fornito di biblioteca, di stanze per gli ospiti e di uno di quei bellissimi terrazzi del centro storico di Napoli, era divenuto per qualche anno, grazie allo spiccato senso di ospitalità di Kaplan e all’impegno della Saint-Phalle, un vero e proprio crocevia di scambi culturali nel cuore della città.
Del gruppo di artisti di quell’ultima mostra faceva parte Amaranta Diamante, all’epoca studentessa all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ma già predestinata a esporre.
A Palazzo Marigliano la Diamante non ha semplicemente vissuto: vi è nata e cresciuta, poiché ha potuto frequentare, e molto molto da vicino, le attività culturali dell’appartamento di Kaplan e respirare l’aria di internazionalità portata dagli amici e dagli ospiti che vi transitavano. Il progetto elaborato dall’artista per la mostra fu una sorta di documento fotografico che aveva come protagonisti gli abitanti di Palazzo Marigliano: le persone, cioè, che nell’edificio vivevano (che fossero semplici vicini o amici) e quelle che vi trascorrevano parte della giornata, poiché nell’edificio lavoravano. Ne nacquero una serie di ritratti che – e questo lo si può constatare fin da ora, a distanza di pochi anni – sono già divenuti documento di una decade fin troppo breve, ma proprio per questo ancora più intensa. Con la partenza di Kaplan, non solo ha avuto fine un’epoca ma è anche completamente mutato, e in brevissimo tempo, il microcosmo che popolava Palazzo Marigliano.
Quel che allora la Diamante aveva fotografato fa ormai parte del passato. Pochissime fra quelle persone vivono o lavorano ancora nello storico edificio. Robert Kaplan è per lo più in viaggio (come sua consuetudine, del resto) e Nathalie de Saint-Phalle continua a custodire, ma a Palazzo Spinelli, la biblioteca e la collezione d’arte, nonché naturalmente lo spirito, di quell’uomo straordinario.

Le maschere e i vicini del quinto piano
Amaranta Diamante aveva fotografato gli abitanti di Palazzo Marigliano - nonché le persone coinvolte nella vita quotidiana dell’edificio, e naturalmente Franco il portiere, al quale tutti volevano un gran bene - riprendendoli ciascuno nel proprio ambiente domestico o lavorativo. Li aveva fotografati tutti al gran completo, eccetto due persone: gli affittuari dell’appartamento al quinto piano dell’ala laterale. I due avevano accettato alla fine, seppure dopo qualche resistenza, di lasciarsi fotografare, ma solo a patto di non essere assolutamente riconoscibili nella foto. Insomma: volevano a tutti i costi rimanere in incognito.
Trattavasi di una coppia la cui identità, nonché nazionalità, risulta a tutti poco chiara ancora oggi. Molti fra i vicini ritenevano che fossero francesi, altri che fossero inglesi. Parlavano inglese e un italiano passabile, qualche volta tedesco. Enzo Schmidt, storico dell’arte italo-germanico e compagno di scuola della Saint-Phalle, presume di sapere che fossero olandesi. Nel quartiere erano conosciuti come Andros e Tsa Tsa, nomi che rimanderebbero d’altra parte a origini ungheresi.
La coppia, che conduceva esistenza ritirata, partecipava raramente alla vita sociale di Palazzo Marigliano. Solo di tanto in tanto li si vedeva a una serata-aperitivo da Kaplan, ancora più di rado all’inaugurazione di una delle mostre. A un certo punto, non si sa bene quando, ma verosimilmente alla fine del 2012, i due sono spariti da Napoli senza quasi lasciare traccia. Una discreta quantità di posta mai ritirata, che da allora giace nel gabbiotto di Franco il portiere, lascia presumere che da anni la coppia viva spostandosi attraverso l’Europa e cambiando di volta in volta identità.
La fotografia che Amaranta Diamante aveva scattato nell’ambito del suo progetto ritrae Andros e Tsa Tsa nel salone del loro ex appartamento. La provenienza delle maschere che indossano non è più ricostruibile in modo univoco. A detta di Enzo Schmidt – ma la Diamante conferma – nell’appartamento c’era in ogni caso una valigia contenente le maschere e i costumi più svariati. La foto – che, nata quasi per caso, ritrae Andros e Tsa Tsa nei panni di Cesare e Cleopatra - sarebbe poi divenuta la cartolina d’invito alla mostra: come già detto, l’ultima nell’appartamento di Kaplan a Palazzo Marigliano. Ancora una volta: impossibile ormai stabilire se i due siano stati presenti o meno all’inaugurazione. Ma la suggestiva bellezza della foto (nonché la gran quantità di maschere e abiti da travestimento a loro disposizione, tutti di proprietà della misteriosa coppia) risultarono d’ispirazione per Enzo Schmidt e Amaranta Diamante, i quali, dopo faticosissime negoziazioni, riuscirono a convincere Andros e Tsa Tsa a dare vita a un progetto comune.
Ne sono derivate negli anni a seguire - a intervalli irregolari - altre fotografie, nelle quali la coppia indossa maschere sempre diverse. Gli incontri della fotografa con i suoi modelli (il più delle volte era presente anche Enzo Schmidt) assomigliavano a riunioni segrete fra congiurati. La maggior parte degli incontri hanno avuto luogo a Napoli, gli altri in Germania. A volte la Diamante, molto impegnata con i suoi progetti personali, spediva un assistente, ma alla fine è partita lei stessa per la Germania, per un paesino del nord, dove ha incontrato Andros e Tsa Tsa per un’ultima volta. Da sì lungo lavorio sono scaturite nel complesso venti fotografie. E con esse il progetto – così hanno deciso di comune accordo Enzo Schmidt, Amaranta Diamante, Andros e Tsa Tsa – è definitivamente concluso.

Maria König / Bice Rinaldi©
Monna Lisa dal progetto fotografico Maskenball - Un ballo in maschera
Fotografia digitale,
Stampa su carta fotografica satinata,
Formato 20cmx30cm,
Tiratura 1/5
Certificato di garanzia

(Disponibile anche nei formati: 50cmx70cm €200,00 e 70cmx100cm €400,00)



All rights reserved © Amaranta Diamante, Enzo Schmidt Un progetto fotografico di Amaranta Diamante © in collaborazione con Kaplan’s Project e Villa Lucy

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With the friendly contribution of Villa Lucy, Aumühle. More information on request.

L’antefatto
Era il novembre del 2011, quando Nathalie de Saint-Phalle organizzò l’ultima delle sue collettive di arte contemporanea a Palazzo Marigliano, a Napoli. Come negli anni precedenti, la mostra ebbe luogo negli spazi dell’appartamento privato di Robert Kaplan, e questo grazie all’edonistica magnanimità del collezionista. Quell’atipico appartamento, un luogo di impressionante bellezza, fornito di biblioteca, di stanze per gli ospiti e di uno di quei bellissimi terrazzi del centro storico di Napoli, era divenuto per qualche anno, grazie allo spiccato senso di ospitalità di Kaplan e all’impegno della Saint-Phalle, un vero e proprio crocevia di scambi culturali nel cuore della città.
Del gruppo di artisti di quell’ultima mostra faceva parte Amaranta Diamante, all’epoca studentessa all’Accademia di Belle Arti di Napoli, ma già predestinata a esporre.
A Palazzo Marigliano la Diamante non ha semplicemente vissuto: vi è nata e cresciuta, poiché ha potuto frequentare, e molto molto da vicino, le attività culturali dell’appartamento di Kaplan e respirare l’aria di internazionalità portata dagli amici e dagli ospiti che vi transitavano. Il progetto elaborato dall’artista per la mostra fu una sorta di documento fotografico che aveva come protagonisti gli abitanti di Palazzo Marigliano: le persone, cioè, che nell’edificio vivevano (che fossero semplici vicini o amici) e quelle che vi trascorrevano parte della giornata, poiché nell’edificio lavoravano. Ne nacquero una serie di ritratti che – e questo lo si può constatare fin da ora, a distanza di pochi anni – sono già divenuti documento di una decade fin troppo breve, ma proprio per questo ancora più intensa. Con la partenza di Kaplan, non solo ha avuto fine un’epoca ma è anche completamente mutato, e in brevissimo tempo, il microcosmo che popolava Palazzo Marigliano.
Quel che allora la Diamante aveva fotografato fa ormai parte del passato. Pochissime fra quelle persone vivono o lavorano ancora nello storico edificio. Robert Kaplan è per lo più in viaggio (come sua consuetudine, del resto) e Nathalie de Saint-Phalle continua a custodire, ma a Palazzo Spinelli, la biblioteca e la collezione d’arte, nonché naturalmente lo spirito, di quell’uomo straordinario.

Le maschere e i vicini del quinto piano
Amaranta Diamante aveva fotografato gli abitanti di Palazzo Marigliano - nonché le persone coinvolte nella vita quotidiana dell’edificio, e naturalmente Franco il portiere, al quale tutti volevano un gran bene - riprendendoli ciascuno nel proprio ambiente domestico o lavorativo. Li aveva fotografati tutti al gran completo, eccetto due persone: gli affittuari dell’appartamento al quinto piano dell’ala laterale. I due avevano accettato alla fine, seppure dopo qualche resistenza, di lasciarsi fotografare, ma solo a patto di non essere assolutamente riconoscibili nella foto. Insomma: volevano a tutti i costi rimanere in incognito.
Trattavasi di una coppia la cui identità, nonché nazionalità, risulta a tutti poco chiara ancora oggi. Molti fra i vicini ritenevano che fossero francesi, altri che fossero inglesi. Parlavano inglese e un italiano passabile, qualche volta tedesco. Enzo Schmidt, storico dell’arte italo-germanico e compagno di scuola della Saint-Phalle, presume di sapere che fossero olandesi. Nel quartiere erano conosciuti come Andros e Tsa Tsa, nomi che rimanderebbero d’altra parte a origini ungheresi.
La coppia, che conduceva esistenza ritirata, partecipava raramente alla vita sociale di Palazzo Marigliano. Solo di tanto in tanto li si vedeva a una serata-aperitivo da Kaplan, ancora più di rado all’inaugurazione di una delle mostre. A un certo punto, non si sa bene quando, ma verosimilmente alla fine del 2012, i due sono spariti da Napoli senza quasi lasciare traccia. Una discreta quantità di posta mai ritirata, che da allora giace nel gabbiotto di Franco il portiere, lascia presumere che da anni la coppia viva spostandosi attraverso l’Europa e cambiando di volta in volta identità.
La fotografia che Amaranta Diamante aveva scattato nell’ambito del suo progetto ritrae Andros e Tsa Tsa nel salone del loro ex appartamento. La provenienza delle maschere che indossano non è più ricostruibile in modo univoco. A detta di Enzo Schmidt – ma la Diamante conferma – nell’appartamento c’era in ogni caso una valigia contenente le maschere e i costumi più svariati. La foto – che, nata quasi per caso, ritrae Andros e Tsa Tsa nei panni di Cesare e Cleopatra - sarebbe poi divenuta la cartolina d’invito alla mostra: come già detto, l’ultima nell’appartamento di Kaplan a Palazzo Marigliano. Ancora una volta: impossibile ormai stabilire se i due siano stati presenti o meno all’inaugurazione. Ma la suggestiva bellezza della foto (nonché la gran quantità di maschere e abiti da travestimento a loro disposizione, tutti di proprietà della misteriosa coppia) risultarono d’ispirazione per Enzo Schmidt e Amaranta Diamante, i quali, dopo faticosissime negoziazioni, riuscirono a convincere Andros e Tsa Tsa a dare vita a un progetto comune.
Ne sono derivate negli anni a seguire - a intervalli irregolari - altre fotografie, nelle quali la coppia indossa maschere sempre diverse. Gli incontri della fotografa con i suoi modelli (il più delle volte era presente anche Enzo Schmidt) assomigliavano a riunioni segrete fra congiurati. La maggior parte degli incontri hanno avuto luogo a Napoli, gli altri in Germania. A volte la Diamante, molto impegnata con i suoi progetti personali, spediva un assistente, ma alla fine è partita lei stessa per la Germania, per un paesino del nord, dove ha incontrato Andros e Tsa Tsa per un’ultima volta. Da sì lungo lavorio sono scaturite nel complesso venti fotografie. E con esse il progetto – così hanno deciso di comune accordo Enzo Schmidt, Amaranta Diamante, Andros e Tsa Tsa – è definitivamente concluso.

Maria König / Bice Rinaldi©

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Maskenball - Un ballo in maschera / Monna Lisa, fotografia digitale, stampa su carta fotografica satinata, 20cmx30cm, tiratura 1/5.

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  • Materials: fotografia digitale, stampa fotografica, carta fotografica satin, tiratura 1di5, limited edition, certificato di garanzia, garanzia, photo, photography print, warranty certificate, tiratura limitata, digitalphotography, photographic paper
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